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Il missile Fatah-3 rafforza il ruolo del Pakistan come intermediario di sistemi cinesi. Ma soprattutto amplia l’influenza strategica di Pechino in una regione strategica

La presentazione pubblica del missile supersonico Fatah-3 da parte del Pakistan ha aperto nuove prospettive di mercato per l’industria della difesa cinese. Il sistema, mostrato attraverso l’Army Rocket Force Command e dotato di tecnologia Made in China, è descritto come il primo missile da crociera supersonico dichiarato operativo dal Paese. Con velocità comprese tra Mach 2,5 e 4, una testata tra 240 e 400 chilogrammi e una portata stimata tra 290 e 450 chilometri, il Fatah-3 è progettato per missioni sia contro obiettivi terrestri sia navali, con profili di volo a bassa quota che riducono i tempi di intercettazione.

Come ha spiegato Asia Times, il Fatah-3 potrebbe essere una derivazione locale del missile cinese HD-1 e rafforza il ruolo del Pakistan come possibile intermediario regionale per tecnologie missilistiche di origine cinese. Il confronto con il sistema BrahMos, sviluppato da India e Russia, evidenzia tra l’altro come il nuovo vettore riduca il vantaggio indiano nei sistemi supersonici di attacco.