Approcciarsi al reddito fisso con strumenti tradizionali o con strumenti a scadenza? Il dilemma per gli investitori è tornato alla ribalta in seguito alle tensioni intorno al mercato obbligazionario di riflesso allo scoppio della guerra in Iran. Il boom dell’inflazione dovrebbe spingere le principali banche centrali a una nuova stretta. Il confronto tra un fondo o Etf obbligazionario a scadenza e un corrispondente fondo privo di scadenza merita degli approfondimenti legati alle differenti finalità delle strategie di investimento.

I due strumenti

I fondi-Etf a scadenza investono in sottostanti che hanno una scadenza prevista entro la data di rimborso dello strumento che coincide con la data target. Questo significa che la duration dei titoli interni al fondo diminuisce in modo graduale con il passare del tempo fino ad azzerarsi in prossimità della scadenza. Al contrario, quelli tradizionali non a scadenza hanno una duration che viene mantenuta fissa o comunque in linea con quella di un benchmark. Gli strumenti a scadenza evitano sorprese ma impediscono di sfruttare al massimo i guadagni nelle fasi di discesa dei tassi.

Investire in fondi o in Etf a scadenza non è proprio la stessa identica cosa. Oltre al tema dei costi, se analizziamo gli strumenti disponibili ai risparmiatori italiani, osserviamo come sul fronte degli Etf il panorama è composto quasi sempre da strumenti obbligazionari puri mentre i fondi possono avere in alcuni casi anche una composizione più diversificata con l’inserimento di azioni. Occorre leggere attentamente i prospetti.