L'Iran replica alla proposta Usa di chiudere il conflitto, ma Donald Trump boccia senza mezzi termini la risposta, che definisce "totalmente inaccettabile", avuta dal mediatore Pakistan.

Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Teheran ha inviato un testo di diverse pagine con le sue richieste: no a impegni preliminari, sollecitati da Washington, su programma nucleare e scorte di uranio altamente arricchito, e disponibilità a sospendere le procedure di arricchimento per un periodo più breve rispetto ai 20 anni proposti dagli Stati Uniti.

Infine, totale indisponibilità sullo smantellamento delle proprie strutture legate all'atomo, e apertura sulla diluizione di parte del suo uranio altamente arricchito e sul trasferimento della parte residua in un Paese terzo, a patto che, con la garanzia di Washington, il materiale fissile sia restituito se i negoziati dovessero fallire o gli Stati Uniti dovessero ritirarsi dall'accordo in una fase successiva.

Il nucleare, con i paletti di Teheran ben definiti, sarebbe un dossier da affrontare nei successivi 30 giorni di negoziato, subito dopo la firma del memorandum. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, insieme alla revoca da parte degli Stati Uniti del blocco imposto su navi e porti iraniani.