Genova – “La prossima volta terremo chiuso e verremo a ubriacarci con voi”: weekend con gli alpini dolce amaro per alcuni ristoranti e locali genovesi, tra cui l’hamburgeria Groove che ha lamentato in un video diventato presto virale sui social come in questi tre giorni di adunata il fatturato sia stato un disastro. "Su 1500 panini ordinati, ne abbiamo venduti a malapena una cinquantina. Il problema non sono soltanto le scorte rimaste invendute, ma il mancato indotto: parliamo almeno di un migliaio di euro”, spiega il titolare Simone Lombardo, che chiarisce come lo sfogo non fosse assolutamente indirizzato agli alpini che hanno animato la città. “Anzi ben vengano eventi con questa atmosfera di festa invidiabile che sarebbero da replicare, ma con un criterio economico sostenibile”.

Il tema, infatti, è che con l'arrivo di quasi mezzo milione di persone in città, diverse attività hanno pensato a moltiplicare gli ordini, spinti anche dalle proposte di fornitori come Forst, partner ufficiale dell'evento, che in conto vendita “ci ha fornito 48 fusti di birra, ma ne abbiamo utilizzati soltanto due”. Nel video viene anche citato il distributore Timossi, nota azienda di Serra Riccò, che ha replicato così nei commenti, rammaricato per essere stato menzionato: “Ci siamo impegnati al massimo per supportare i nostri client, da un lato di creare opportunità e dall’altro di ridurre il più possibile il loro rischio d’impresa, proprio per permettervi di non perdere eventuali opportunità di vendita senza però lasciarvi il rischio economico dell’invenduto, che infatti stiamo ritirando completamente a nostre spese”. Al Secolo XIX, Groove rimarca che sì i barili rimasti verranno ritirati senza alcun costo, ma il problema è che in previsione di questo fine settimana sono stati anche intensificati i turni del personale e acquistati più ingredienti del solito, perché si pensava che molti avrebbero cercato uno spuntino durante le quattro giornate dell’evento.