Le aspettative erano molto alte, per ora non sono state soddisfatte. Dal Taggiou a La Goletta, è un pianto greco. De Giorgi: “Sto cercando di donare la merce fresca invenduta”

Alpini in festa negli stand del Porto Antico

Genova – Non ci sono solo voci a favore della grande adunata degli alpini a Genova. C’è una categoria – quella dei ristoratori e in generale dei commercianti – che venerdì sera, dopo la prima giornata di raduno, era alquanto perplessa.

Il Taggiou del centro storico

“Si fa presto a dire Grande Evento. Per l’Adunata degli Alpini abbiamo deciso di fare la nostra parte. Ci avevano preparato al "pienone storico", all'invasione pacifica, alla città paralizzata dal successo. E noi ci abbiamo creduto: abbiamo stravolto i nostri orari facendo orario continuato 12:00-00:00, pronti a servire chiunque avesse fame a qualsiasi ora. cucina sempre accesa, personale pronto e tanta voglia di accogliere chi arrivava a Genova – dice Marta Alticozzi, titolare del Taggiou Cibo e Vino dal 2005 di vico Superiore del Ferro, nel centro storico – La realtà però è un’altra. Forse abbiamo sbagliato a fidarci dei titoli degli annunci? O forse l'organizzazione ha dimenticato che la città vive grazie a tutte le sue attività? Sostenere i ristoranti locali non significa solo farlo quando è comodo, ma accorgersi che esistiamo anche quando i flussi vengono deviati altrove. È frustrante vedere come la gestione di certi eventi finisca per creare "isole" di affollamento solo in certi punti, lasciando chi lavora con passione ogni giorno a guardare sedie vuote, nonostante gli investimenti e i sacrifici fatti per esserci. Risultato dell'evento: zero nuovi clienti e i nostri storici persi a causa della città blindata. Una scommessa che ci è costata il doppio”.