Salis: “Un legame fraterno ci unisce”. Bucci: “La città vi vuole bene, non è quella delle scritte sui muri”

Alpini a Genova nel primo giorno dell'Adunata, venerdì 8 maggio (foto Pambianchi)

Genova – La bandiera di guerra del Secondo reggimento scesa dalla Amerigo Vespucci arriva in piazza De Ferrari a sera, quando sotto i portici di via XX Settembre risuonano da ore i canti degli alpini. Dopo l'alzabandiera della mattina, segna l'avvio ufficiale della novantasettesima adunata. La sesta volta di Genova. In un abbraccio ideale tra il mare e i monti.

Come ricorda nel suo saluto ai militari la sindaca Silvia Salis: «C'è un legame profondo, quasi fraterno, che unisce questa città di mare alle vostre montagne. Un legame che si è stretto nel momento più buio della nostra storia recente. Quando il Ponte Morandi è crollato, voi siete stati tra i primi a correre in nostro aiuto, con quella presenza silenziosa e instancabile che vi contraddistingue. Non lo abbiamo dimenticato», dice la sindaca. «L'Adunata non è soltanto una grande festa popolare. È anche un momento di memoria nazionale», aggiunge la prima cittadina che ricorda «il contributo alla lotta di Liberazione» e fa un cenno al proverbiale mugugno genovese: «Tutti sanno che non saremmo genovesi, se non mugugnassimo un po', ma siamo certi che saprete vivere la nostra città con lo stesso amore con cui la viviamo noi ogni giorno». Dopo di lei parla il presidente della Regione. Bucci, che da sindaco chiese la possibilità di ospitare l'adunata, si dice commosso e grida: «Alpini, Genova vi vuole bene!». Anche lui ricorda l'impegno delle penne nere sotto il Morandi crollato, «siete l'organizzazione più grande in Europa per il servizio civile. Tutte le nostre famiglie vi diranno sempre grazie. Ci siamo tirati su le maniche per avervi qui, è una festa anche per noi che siamo riusciti a portare l'Adunata». E ricorda i precedenti negli anni '80 («Quando vivevo l'adunata anche notturna») e nel 2001. «La città non è quella che scrive sui muri, è quella che vi vuole qua. E noi saremo sempre qui a ringraziarvi», conclude.