TREVISO - Prepariamoci. Deve ancora finire il campionato che già da un po' stanno circolando le più disparate voci di mercato. E l'estate, come sempre, ne sarà piena zeppa: alcune avranno un fondamento, altre molto meno. E Treviso, chiaro, non fa eccezione ed è già al centro del mirino. Fra le altre si è letto dell'improbabile arrivo di Luca Possamai, lungo veneziano della Libertas Livorno, e di Simone Pepe, 33enne esterno da Forlì. Giova ricordare che sotto contratto in questo momento, oltre al general manager Federico Pasquini, ci sono Matteo Chillo, Federico Miaschi e Gregorio Allinei, quest'anno giocatore in prestito alla JuVi Cremona. Non lo è Alessandro Cappelletti, arrivato alla Nutribullet dopo essersi liberato da Trapani con accordo fino al 30 giugno prossimo. E al centro dell'attenzione c'è soprattutto, e come poteva essere altrimenti, proprio lui, il motore, l'ispiratore della Nutribullet-2, quella della portentosa "remuntada".

Sul suo conto, secondo qualcuno, ci sarebbe l'interessamento di Cantù, ma i colloqui esplorativi tra il general manager Pasquini e la squadra (i tifosi vorrebbero tanto rivedere anche Macura e Croswell, che col rendimento che hanno avuto avranno svegliato l'interesse di più d'uno) inizieranno solo martedì. Quindi calma e gesso, e aspettiamo l'evolversi delle varie situazioni, anche se certe trattative delicate prima si chiudono meglio è per tutti. Ed il diretto interessato che dice? «Io credo che riuscire dare continuità a un certo gruppo sia una chiave importante - concorda il "Cappe" - Mi vengono in mente i modelli Brescia e Venezia. Quando mi telefonarono Nicola e Pasquini per venire a Treviso mi dissero che c'era un gruppo ben affiatato: qualche dubbio francamente ce l'avevo, poi una volta qui mi resi conto che era tutto vero, ho trovato effettivamente una squadra fantastica. Perché credo che il successo passi dallo star bene non solo in campo ma anche fuori». Pare di capire, dunque, che a Tvb non si sia trovato così male. «Certo, io a Treviso mi sono sempre trovato benissimo, è una piazza davvero unica. Per cui la volontà di proseguire c'è, poi i matrimoni si fanno sempre in due: bisognerà vedere quali saranno le condizioni generali, e badate che non parlo solo di quelle economiche, per continuare questo progetto».