MIRANO - «Prima ho sentito una voce, che diceva “C’è qualcuno?”. Poi ho sentito la stessa voce che gridava aiuto, e sono andato a vedere». Inizia così il racconto di un sabato pomeriggio di lavoro, finito con un terribile incidente ai danni di un 35enne, rimasto incastrato con la mano nell’ingranaggio di una macchina agricola, completamente solo in mezzo a un campo di mais a Mirano, a urlare per attirare l’attenzione di qualcuno. Erano più o meno le 17.30 quando le prime grida sono arrivate alle orecchie dei residenti di via Desman a Zianigo, all'altezza dell’incrocio con via Palazzone, che porta a Salzano. Lì, sabato pomeriggio si trovava un 35enne che possiede in affitto l’appezzamento di terra, per lavorare nei campi: era alla guida di una vecchia spannocchiatrice, un macchinario che viene utilizzato per raccogliere le pannocchie di mais intere, che vengono raccolte in un cassone per poi essere caricate nei rimorchi. E proprio lì, in cima al cassone di raccolta, è successo l’incidente.

Non è chiara la dinamica dell’accaduto, si sa solo che il giovane, forse nel tentativo di togliere qualcosa che si era incastrato, è finito con la mano destra intrappolata tra gli ingranaggi, mentre il macchinario era ancora acceso, il telefono cellulare lasciato all’interno della cabina di guida, completamente solo in mezzo a un campo. «Ho sentito qualcuno che gridava aiuto – racconta una residente –. Sono uscita e ho visto il ragazzo in piedi, sopra alla macchina, sembrava stesse bene. Quando gli ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa, ha gridato dicendo di andare subito lì. Allora ho capito che era successo qualcosa». Il giovane infatti è fortunatamente rimasto cosciente per tutto il tempo, riuscendo ad attirare l’attenzione dei vicini. «Quando ho sentito le grida – racconta un altro residente – sono uscito di casa, ho visto la spannocchiatrice ferma con una persona sopra e ho capito. Ho scavalcato il cancello, sono arrivato e l’ho trovato con la mano incastrata. Ho subito spento la macchina e sono l’ho soccorso. Ho provato anche a liberarlo con un martello che ho trovato nella cabina, ma le cinghie erano troppo spesse».