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Milan disperso, si ritrova alla fine Palo, gol di Pavlovic e rigore di Nkunku. La Juve lo supera, la Roma lo raggiunge, Como a -2. Contestato Furlani, via la curva
È un disastro annunciato, al netto del pazzesco finale. Dopo meno di mezz'ora è già tutto chiaro, deciso, inevitabile. L'Atalanta, col suo tridente d'attacco, passeggia su quel che resta di un Milan sparito negli ultimi tempi dal campionato e comodamente per due volte guadagna il vantaggio grazie alla stoccata di Ederson prima e al facile uno-due chiuso da Zappacosta poi. Della famosa organizzazione difensiva rossonera, il vituperato blocco basso che consentì di collezionare 24 risultati utili consecutivi, non c'è più traccia. Si entra come nel butto fuso, da destra e da sinistra, mentre in avanti per esempio Gimenez non tiene un solo pallone e Leao scivola al primo tentativo di dribbling. A dire il vero proprio a Leao (ammonito, salterà il Genoa) e a Saelemaekers, dopo il palo scheggiato da Rabiot in apertura (è anche questo un segnale), capitano le due golose occasioni per riaprire la sfida prima dell'intervallo. E così alla dura contestazione organizzata nei confronti dell'ad Giorgio Furlani (GF OUT la scritta in curva sud), si aggiungono i fischi dei 75 mila di San Siro, il morale sotto i tacchetti e il traguardo della Champions molto più lontano dopo il successo della Roma a Parma.






