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I rossoneri ribaltano il Como con Nkunku su rigore procurato da Rabiot poi autore di una doppietta. Anche il Diavolo in fuga 3 punti dietro l'Inter
Quel che Rabiot (e Saelemaekers) crea, Maignan conserva. Il miglior Como degli ultimi tempi (10 punti nelle ultime 4) prima sbatte contro il muro del portierone francese e poi si arrende alle giocate di Leao e alle stoccate strepitose del prediletto di Allegri consegnandosi alla prima sconfitta domestica della stagione. Quello del Milan è un urlo nella notte gelida sul lago di Como: dietro l'Inter, ci sono anche i rossoneri, a tre lunghezze di distanza in classifica. Saranno messi sotto processo per la qualità del loro calcio ma ancora una volta emerge una realtà che soltanto i pisquani non colgono: non esiste una sola via al successo nel calcio. È proprio come è stata presentata questa sfida: il Como che prenota palla e comando del gioco, il Milan che si difende con inedito disegno tattico (4-4-2), senza però centrare l'obiettivo. Perché al primo tentativo il Como passa davanti con uno schema mandato a memoria (così fece gol alla Juve): angolo offerto a Baturina il cui cross trova la testa del tedesco Kempf salito al primo piano rispetto a Fofana. È l'incipit di una serata di grande sofferenza per i rossoneri che Allegri ridisegna tatticamente (4-3-3) per cambiare l'inerzia. E invece comanda sempre il Como che sfiora due volte il raddoppio: prima con Nico Paz dal limite, poi con l'arrivo di Da Cunha in area piccola. In entrambe le occasioni si oppone un gigantesco Maignan. Prima del gong il fulmine a ciel sereno: da una palla conquistata da Saelemaekers (su Vojvoda) nasce il blitz di Rabiot affrontato e fatto saltare in aria da Kempf. Rigore senza esitazione di Guida, idem di Allegri che affida il compito a Nkunku invece che a Leao che lo reclamava. La stilettata del francese (4° sigillo), anche se centrale, passa sotto il costato di Butez.






