"C'è la possibilità di risanare l'economia britannica in crisi con interventi immediati per ridurre i costi per le famiglie e reintrodurre denaro nell'economia quotidiana", ha sottolineato Rayner. "Si può fare nel rispetto delle attuali regole fiscali, garantendo che coloro che beneficiano della crisi contribuiscano in modo che tutti potessero prosperare". Insomma, tassare i ricchi. E a Starmer un consiglio "morettiano": dì qualcosa di sinistra. Le possibilità che Sir Keir, come lo chiamano i giornali d'Oltremanica, rimanga al numero 10 di Downing Street sembrano diminuire sempre più. Lui, però, di dimissioni non parla. Vuol salvare tutto e, sostiene chi gli è ancora vicino, "lo spiegherà nel discorso di lunedì". Siccome in politica nulla è mai certo e ai laburisti essere guidati da una donna non a tutti piace, c'è chi lavora per portare a Downing Street il sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, e chi vorrebbe vedere a capo del partito Ed Miliband, fedelissimo dell'ex premier Gordon Brown. "C'è una certa lealtà nei confronti di Keir, ma sono arrivati ​​al limite della sopportazione", ha rivelato una fonte interna al governo. "Non si può dire di ascoltare il messaggio degli elettori e poi rinviare la discussione di sei mesi o più. Non abbiamo tempo da perdere".