Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno sorvegliando le scorte iraniane di uranio arricchito rimanenti e che le avrebbero «ottenute a un certo punto», in un’intervista con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson registrata settimana scorsa e rilasciata oggi. Nel corso dell’intervista, Trump ha minimizzato l’idea che il Paese detenga ancora una quantità significativa di uranio arricchito vicino a livelli utili per scopi bellici, che secondo gli ispettori internazionali probabilmente è sepolto nei siti nucleari presi di mira la scorsa estate. Questo nonostante il presidente abbia sostenuto che la guerra fosse volta a garantire che Teheran non potesse mai possedere un’arma nucleare, e abbia ripetutamente parlato di come gli Usa abbiano bombardato i siti nucleari iraniani la scorsa estate, come sottolinea il New York Times. Ad aprile Trump aveva affermato di «non preoccuparsi realmente» dell’uranio arricchito perché era così in profondità. Nell’intervista rilasciata oggi ha ribadito che gli Usa stavano monitorando un sito e avvertito che «se qualcuno si avvicinasse al luogo, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria».

Oltre 20 navi da guerra americane stanno attuando il blocco navale contro l’Iran. È quanto riporta il Centcom, il Comandato militare americano che copre il Medio Oriente, precisando che attività di vigilanza hanno permesso di «reindirizzare 61 navi commerciali» e di «immobilizzarne 4 per garantire il rispetto» del blocco. Il post su X, inoltre, include una foto in cui sono riprese nel mar Arabico la Uss John Finn (DDG 113) che naviga in coda alla Uss Milius (DDG 69), alla Usns Carl Brashear (T-AKE-7) e alla portaerei a propulsione nucleare Uss George H.W. Bush (CVN 77).