Tra passeggeri ed equipaggio si respirava un'atmosfera di eccitazione e trepidazione quando la MV Hondius ha lasciato la punta più meridionale del Sud America 39 giorni fa. Nessuno di loro avrebbe mai immaginato che dopo aver visto iceberg, pinguini, balene, albatros, quella nave da crociera sarebbe diventata l'epicentro di un'epidemia di Hantavirus, un raro virus letale trasmesso dai topi. Finora sono morte tre persone. Altre cinque, tra cui tre cittadini britannici, sono stati infettati dall'unico ceppo del virus noto per essere in grado di trasmettersi tramite contatto interumano, e che ha un tasso di mortalità del 40%.

Ruhi Cenet era uno dei passeggeri. Ora si trova in autoisolamento a casa sua a Istanbul. Parlando in esclusiva al Daily Mail, ricorda il momento in cui Il 12 aprile il capitano della nave annunciò la morte a bordo di un uomo olandese di 70 anni. «Il capitano ha detto che sentiva il triste dovere di informarci che un passeggero era deceduto la notte precedente. Ha detto che era una tragedia, ma che la causa era naturale, cosa che ora sappiamo essere sbagliata. Ha persino detto che il medico aveva detto che non era contagiosa e che la nave era sicura». Poi, il paradosso: Ruhi ricorda anche che tutti sono accorsi a consolare la moglie del 70enne, non sapendo allora che suo marito era stato ucciso da un virus mortale che anche lei stava trasmettendo. «Tutti provavano molta compassione per lei. La abbracciavano e le parlavano. Le persone cercavano di starle vicino perché aveva perso il marito. Lei ci chiamava i suoi angeli custodi. Era una persona molto gentile e premurosa, ma forse non era la cosa migliore per gli altri abbracciarla e starle così vicino».