Il Nazareno aveva alimentato l’attesa. Annunciando «i post social a corredo della foto celebrativa». Elly Schlein e Barack Obama per la prima volta faccia a faccia. Lei, giovane volontaria delle campagne presidenziali democratiche del 2008 e del 2012, e lui, l’ex presidente ora possibile nume tutelare di «una rete mondiale per fermare le destre». Sede dell’incontro: il Global progress action summit di Toronto, officiato dal premier canadese Mark Carney. Oddio, definirlo incontro, a guardare poi quanto pubblicato dalla segretaria del Pd sui suoi canali social, sembra esagerato. La foto, effettivamente, c’è, ma tutto sembra tranne che un colloquio organizzato. Quel «bilaterale»nientemeno - assicurato dal Pd. Lo scatto ritrae Obama in piedi ed Elly di fronte, ripresa di spalle. Neanche un selfie a uso dei fotografi con relativa stretta di mano, insomma.
L’impressione è che l’ex presidente americano stesse salutando gli ospiti e poi alla fine sia toccato a Schlein. Il tempo di due parole di circostanza e via. Del resto il contenuto del colloquio fatto filtrare dallo staff della segretaria è piuttosto misero: Obama avrebbe incoraggiato Elly in quanto «giovane leader» ad andare avanti. Il minimo sindacale. E lei, viceversa, avrebbe raccontato all’ex presidente delle sue esperienze come volontaria nelle campagne elettorali contro i repubblicani John McCain e Mitt Romney. Particolari, però, già noti e di cui la stessa Schlein aveva fornito i dettagli nelle ore precedenti la partenza per il Canada. Niente di inedito.












