Mentre a Roma il segretario di Stato americano Marco Rubio incontrava la premier Giorgia Meloni, a Toronto la segretaria Pd Elly Schlein si preparava al colloquio con l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
A tenere insieme i due appuntamenti, un filo rosso: le politiche di Donald Trump. Il vertice in Italia è servito a ritentare un dialogo fra la Casa Bianca e Palazzo Chigi, dopo le ruggini per la guerra in Iran e gli attacchi del tycoon al Papa. Mentre l'occasione del faccia a faccia fra Schlein e Obama è il "Global Progress Action Summit", nuovo tassello per la costruzione di "una rete internazionale di forze progressiste e democratiche" che faccia da scudo alle derive delle destre, prima di tutto quella americana.
L'Ucraina prima, Gaza dopo e poi l'Iran. Trump, come il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Vladimir Putin hanno fatto man bassa del diritto internazionale. Manca una bussola. Il primo ministro canadese Mark Carney, padrone di casa del summit progressista, guarda avanti ed è convinto che "l'ordine internazionale verrà ricostruito, e verrà ricostruito a partire dall'Europa". Il modello di cooperazione fra i Paesi dell'Ue come guida, quindi. Ecco, sarà quello il terreno su cui si muoverà l'incontro fra Schlein e Obama.












