A Reggio la conferma di una condizione approssimativa. Ha ingaggio corposo e un contratto che scade nel 2030
Salvatore Esposito
Genova – Tra le poche certezze della Sampdoria che verrà in mezzo a tante figure già appartenenti al passato del club, c'era Salvatore Esposito. Il classe 2000 a Reggio è tornato titolare dopo la bocciatura al 45' di Samp-Monza e, soprattutto, lo ha fatto dopo gli zero minuti in due match di fila che gli ha concesso Lombardo, il quale, per assicurarsi gli ultimi punti decisivi per la salvezza gli aveva preferito Ricci.
Venerdì sera a Reggio Emilia la prestazione dello stabiese, però, più che lasciare speranze per il futuro ha prodotto conferme su un'involuzione ormai esponenziale da quando è approdato a Bogliasco dallo Spezia, in prestito con obbligo di riscatto (già scattato), contratto fino al 2030 (opzione 2031) e un peso sulle casse doriane di poco più di 9 milioni, fra cartellino e stipendio. Destinato a salire, l'ingaggio, in caso di promozione in Serie A.
Ancora una volta, con Esposito in campo, il dato di fatto è che la Sampdoria non ha vinto. Una costante che, nelle sue 11 presenze, si è ripetuta per ben 9 volte (10 contando Pescara, dove la Sampdoria era ferma sul pareggio con lui sul terreno di gioco) e che ormai non può più essere un caso.






