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Dalla parata del 9 maggio al messaggio all’Europa, il Cremlino alterna prove di forza e aperture diplomatiche per trattare senza apparire debole

Nel giro di poche ore Vladimir Putin ha mostrato due volti diversi, quasi opposti. Al mattino, sulla Piazza Rossa, il presidente russo ha celebrato la Giornata della Vittoria con toni da mobilitazione nazionale permanente, evocando lo scontro con l'Occidente e rivendicando la capacità della Russia di "sopportare qualsiasi cosa". In serata, invece, secondo quanto riportato da Ria Novosti e dalla Tass, il leader del Cremlino ha cambiato totalmente registro: "Il conflitto ucraino sta volgendo al termine", ha dichiarato, aggiungendo che Mosca "non ha mai rifiutato" negoziati con l'Unione europea.

Due messaggi apparentemente incompatibili, ma in realtà complementari nella strategia politica e comunicativa del Cremlino. Da una parte la necessità di mostrare forza, compattezza e resilienza davanti all'opinione pubblica interna; dall'altra l'esigenza di accreditarsi come interlocutore disponibile a una soluzione diplomatica, soprattutto in una fase in cui la guerra entra nel suo quinto anno e il peso economico e umano del conflitto diventa sempre più evidente.