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La visita alla frontiera Polonia-Bielorussia: "Garanzie in accordo con gli Usa". Mosca: "Europa guerrafondaia"
Quintuplicare gli investimenti in difesa dell'Ue. E decuplicare i finanziamenti per la mobilità militare. Con questa proposta, giunta dalla Commissione europea già lo scorso luglio, Ursula Von der Leyen si è presentata ieri al confine tra Polonia e Bielorussia e ha rilasciato al Financial Times un'intervista in cui ha spiegato che l'Europa ha "un piano piuttosto preciso" per l'invio di truppe in Ucraina e che c'è un accordo con la Casa Bianca perché le garanzie di sicurezza per Kiev siano sostenute dagli Stati Uniti. Tutto ciò mentre il cancelliere tedesco precisava in tv che "nessuno sta parlando di forze di terra" da mandare in Ucraina e che le discussioni in corso riguardano solo le "garanzie di sicurezza" per Kiev. Se Merz da Berlino chiariva che la priorità dei 27 è il sostegno a lungo termine alle forze armate gialloblù, il premier polacco Tusk discuteva con Von der Leyen di come garantire anzitutto la sicurezza del fronte Est dell'Ue, guardando all'adesione di Kiev all'Ue come a una prospettiva ma alla minaccia russa come a una realtà per il Vecchio Continente; con cui fare i conti ora. Ma proprio sulle truppe






