Sono sbarcati a Tenerife i passeggeri della Hondius, la nave su cui si è sviluppato un focolaio di hantavirus. E proprio mentre si stava per terminare l’evacuazione, è arrivata la notizia che uno dei passeggeri francesi rimpatriati ha presentato sintomi di sull’aereo di rientro. Ad annunciarlo su X è stato il primo ministro Sébastien Lecornu: “Sarà posto in isolamento stretto fino a nuovo ordine e adotterò un decreto per le misure di isolamento adatte per i casi di contatto”. Al momento dello sbarco, i passeggeri erano stati definiti tutti asintomatici.

Dopo 40 giorni di navigazione nei mari antartici, di paura per il focolaio infettivo a bordo che ha provocato tre morti fra gli 8 casi, e una tardiva quarantena nell’Atlantico, finisce alle Canarie l’odissea della Oceanwide Expeditions. Lo sbarco è andato avanti per tutta la giornata. Alle 9:30 del mattino i primi 14 passeggeri, tutti spagnoli, della Mv Hondius sono scesi dalla nave, arrivata all’alba al largo del porto di Grenadilla de Abona. A bordo di gommoni Zodiac e scortati dalle motovedette della Guardia Civile, hanno quindi raggiunto l’isola.

Nella prima giornata 90 persone, su 147, sono sbarcate dalla nave con un’operazione, coordinata da Spagna, Oms e Unione europea, dal dispositivo logistico “eccezionale” e dai rigidi protocolli sanitari. Dalle lance i passeggeri, in piccoli gruppi e divisi per le 23 diverse nazionalità, sono stati trasferiti rapidamente sui bus rossi dell’Unità di emergenza dell’esercito direttamente nel vicino aeroporto di Tenerife Sud, assistiti da militari e infermieri infagottati nelle tute bianche protettive che evocano i tempi bui del Covid. Da lì hanno preso il via i diversi ponti aerei per il rimpatrio nei Paesi di origine.