Uno dopo l'altro, in silenzio, con le mascherine e pochi effetti personali nelle buste di plastica, alcuni salutando con la mano per il sollievo di essere finalmente a casa, anche se isolati.
Alle 9:30 del mattino i primi 14 passeggeri, tutti spagnoli, della Mv Hondius sono scesi dalla nave focolaio dell'hantavirus, arrivata all'alba al largo del porto di Grenadilla de Abona, a Tenerife. A bordo di gommoni Zodiac e scortati dalle motovedette della Guardia Civile, hanno quindi raggiunto l'isola. Dopo 40 giorni di navigazione nei mari antartici, di paura per il focolaio infettivo a bordo che ha provocato tre morti fra gli 8 casi, e una tardiva quarantena nell'Atlantico, finisce alle Canarie l'odissea della Oceanwide Expeditions.
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Hantavirus, evacuata la nave a Tenerife: 'Tutti asintomatici'
Nella prima giornata 90 persone, su 147, sono sbarcate dalla nave con un'operazione, coordinata da Spagna, Oms e Unione europea, dal dispositivo logistico "eccezionale" e dai rigidi protocolli sanitari. Dalle lance i passeggeri, in piccoli gruppi e divisi per le 23 diverse nazionalità, sono stati trasferiti rapidamente sui bus rossi dell'Unità di emergenza dell'esercito direttamente nel vicino aeroporto di Tenerife Sud, assistiti da militari e infermieri infagottati nelle tute bianche protettive che evocano i tempi bui del Covid. Da lì hanno preso il via i diversi ponti aerei per il rimpatrio nei Paesi di origine. Intorno alla nave è stata istituita una zona di esclusione marittima, mentre prima dello sbarco squadre sanitarie - che vedono impegnato anche l'epidemiologo italiano Ettore Severi, dell'European Centre for desease Prevention e Control (Ecdc) - hanno visitato e sottoposto a controlli ogni passeggero.













