In un comune fuori Londra in aprile è nato un coro pensato per sostenere il benessere delle madri. Alla Bbc, l’ideatrice del progetto ha spiegato come l’idea le fosse venuta dopo la prima maternità: abbondavano i corsi da fare con i neonati, ma mancavano programmi pensati specificamente per le mamme. Se dopo la gravidanza una donna sta bene, i figli stanno bene e il beneficio si estende prima alla comunità circostante. E, poi, alla società allargata.
A fronte di questa valida tesi di base, la realtà per le mamme d’Europa oggi è però molto diversa. Stress, depressione, stati d’ansia e scarso wellbeing sono la norma, non l’eccezione. Secondo le analisi di Make Mothers Matter, una rete di 50 organizzazioni presenti in 30 Paesi, oltre 2/3 delle circa 10mila intervistate si dice mentalmente sopraffatta. Un terzo segnala di soffrire d’ansia, il 20% di depressione e il 18% di essere in burnout.
Particolarmente esposte appaiono le mamme con bambini piccoli, con più figli, quelle con reddito basso e le single. E, in termini anagrafici, le più giovani. Tra i 18 e i 25 anni, il 69% delle interpellate indica di aver avuto problemi di salute mentale, contro una media generale del 50%.
La mappa del malessere












