Roma, 21 nov. (askanews) – Non tutte le madri vivono la maternità come un’esperienza appagante. Alcune, pur amando i propri figli, arrivano a pensare che la scelta di diventare madri abbia comportato rinunce e sofferenze così profonde da desiderare, a posteriori, di non averla compiuta. È il fenomeno del motherhood regret, il pentimento della maternità, al centro di una recente analisi del progetto Forties, finanziato dal PNRR e dedicato alla maternità in età avanzata che coinvolge un team di ricerca dell’Università di Padova e di Bologna (Dipartimenti di Scienze Statistiche) insieme alla Bicocca di Milano (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale), coordinato dalla professoressa Alessandra Minello dell’ateneo padovano.
“Il tema, reso noto dal lavoro pionieristico della sociologa israeliana Orna Donath, resta un tabù anche nei contesti più avanzati – spiega la professoressa Minello, demografa del dipartimento di Statistica all’università di Padova -. Finora le ricerche quantitative hanno mostrato che le madri possono, in varia misura, pentirsi della scelta di avere avuto figli. Ma poco si sapeva sul contesto italiano e su come questo sentimento modelli le decisioni successive in materia di fecondità”.






