In Umbria le società di capitali sono circa il 24% delle quasi 78 mila imprese umbre, ma producono oltre il 70% del fatturato regionale, con stime al 75%.
Hanno iscritto nei bilanci 2025, relativi all'anno di imposta 2024, 17,8 miliardi di euro di immobilizzazioni: 10,9 in beni materiali e 1,21 in immateriali.
Tradotto: impianti, macchinari, fabbricati, software, brevetti, licenze, marchi, costi di sviluppo. È da questa geografia concreta del capitale che parte il nuovo report della Camera di commercio dell'Umbria.
Ancora una volta l'Ente camerale scandaglia l'economia reale usando un patrimonio informativo raro, i bilanci che le imprese di capitali depositano ogni anno.
Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell'Umbria, "questo report conferma una convinzione che per noi è decisiva: conoscere per deliberare non è una formula rituale, ma il modo più serio per aiutare l'Umbria a scegliere". "I bilanci delle società di capitali - aggiunge - sono un patrimonio prezioso perché ci permettono di entrare nell'economia reale, vedere dove le imprese investono, dove trattengono valore e dove invece si aprono i divari. Il dato sulle immobilizzazioni immateriali è il più delicato: software, brevetti, marchi, ricerca, competenze e organizzazione non sono voci accessorie, ma la sostanza della competitività futura.






