La Camera di commercio dell'Umbria analizza l'Ebitda margin dei comuni sopra i 10mila abitanti.

Il dato misura la capacità delle imprese di trasformare i ricavi in valore operativo.

Dopo il rapporto congiunturale annuale presentato il 6 marzo dall'Ente camerale, "L'economia umbra e i bilanci delle imprese - Analisi dei bilanci delle società di capitali umbre 2024", lo studio scende ora dentro i territori, con l'eccezione di Narni, non incluso per un problema tecnico.

In testa ci sono San Giustino, Gubbio, Marsciano, Amelia e Castiglione del Lago, i comuni nei quali le imprese mostrano la maggiore capacità di generare margini e, quindi, di disporre di risorse potenziali per investire, crescere e creare occupazione di qualità.

L'indicatore scelto, come detto, è l'Ebitda margin, cioè il rapporto percentuale tra margine operativo lordo e valore della produzione. Misura quanto resta all'impresa dopo aver sostenuto i costi intermedi e il costo del personale, prima di pagare imposte, interessi, svalutazioni e ammortamenti. È il punto in cui i ricavi smettono di essere solo fatturato e diventano capacità industriale, finanziaria e strategica.