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Irritazione della premier per il braccio di ferro che contrappone i due ministri

Non accenna a placarsi lo scontro politico sulla Biennale targata Pietrangelo Buttafuoco. E ad alimentare una nuova fiammata di polemiche ci pensa il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il leader della Lega ha infatti visitato anche i padiglioni della discordia (russo e israeliano) nel suo giro ai Giardini dell'Arsenale. E con le migliori intenzioni, tra l'altro, visto che davanti ai cronisti presenti ha subito spezzato una lancia in favore dell'autonomia dell'arte rispetto alla politica. "Godiamoci l'arte e godiamoci gli artisti, al di là delle bandiere e dei boicottaggi", è la sua esortazione che suona come uno slogan in favore dello stesso presidente dell'istituzione culturale veneziana. Che infatti cita apertamente, dimostrando da che parte si piazza nella querelle che vede contrapposti i due amici-nemici il ministro Giuli e il presidente della Biennale sull'opportunità o meno di invitare gli artisti russi a questa edizione dell'esposizione. "Buttafuoco ha ragione - spiega il vicepremier - l'arte come lo spot deve essere esente dai conflitti". Scelta diversa è quella fatta dal sindaco del capoluogo veneto Luigi Brugnaro che rinuncia alla visita dal Padiglione russo "per non alimentare ulteriori polemiche".