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Il ministro degli Esteri partecipa da Rimini al vertice del G7 sull'Ucraina. E spegne le polemiche con l'altro vicepremier: "Nessuna crisi tra Italia e Francia"

"Nessuna crisi diplomatica con la Francia". Al Meeting di Rimini, Antonio Tajani sceglie e scandisce con attenzione le parole quando gli viene chiesto di commentare le dichiarazioni di Matteo Salvini contro Emmanuel Macron. Il leader della Lega aveva definito (con toni coloriti) "un errore" l'ipotesi di invio di truppe europee in Ucraina, ma il ministro degli Esteri stempera la polemica: "Non c'è nessuna crisi diplomatica con la Francia. Se si devono far valere delle ragioni, si vince con la forza delle idee, non con la violenza delle parole".

Una frase accompagnata da una sottolineatura sul perimetro delle competenze governative in politica estera: "La linea la fanno il Presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri", ma "un leader di partito può esprimere le sue idee". Una posizione sostanzialmente condivisa anche da Giorgia Meloni che nel fine settimana avrebbe avuto uno scambio di messaggi chiarificatore con l'inquilino dell'Eliseo. Fermo restando che in ambienti governativi si ricordano le parole ben più gravi pronunciate dal ministro degli Interni francese Gerard Darmanin sulla premier italiana.