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Il leader leghista: "Sparato per difesa". Piantedosi: "No a scudi immunitari ma neanche a presunzioni di colpevolezza". Il grillino: "E Meloni parla di sicurezza..."

Le prime reazioni politiche sono arrivate praticamente in diretta quando le agenzie e i siti di informazioni annunciavano la morte del giovane ventenne nel parco di Rogoredo. I corrivi ma spontanei parallelismi con quanto sta accadendo da giorni negli Stati Uniti preccupano soprattutto chi deve mantenere bassa la tensione politica e quella sociale dopo fatti del genere. E non è un caso che il primo a parlare sia stato il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini. "Sono dalla parte del poliziotto senza se e senza ma". I titolari delle inchieste, che ricostruiranno la dinamica della sparatoria delineando eventuali responsabilità, andranno per la loro strada. La politica, però, cerca intanto di difendere la polizia che rischia di subire lo stesso trattamento che oltreoceano l'opinione pubblica riserva all'Ice. "Le prime notizie ovviamente scontano un margine ancora di approssimazione - commenta il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell'intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno". "Le autorità competenti vaglieranno il caso - aggiunge il titolare del Viminale -. Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione di quello che sarà stato lo svolgimento dei fatti, ancora una volta in un contesto molto complicato". Le garanzie per chi svolge compiti di pubblica sicurezza restano un tema sensibile per il centrodestra. "In attesa che la magistratura chiarisca la dinamica dell'accaduto - spiega il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami -, è doveroso ribadire il sostegno alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno operano in contesti ad alto rischio. Mi auguro che lo stesso facciano tutte le altre forze politiche, perché su chi ogni giorno garantisce la legalità e la sicurezza della Nazione non possono esserci divisioni".