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Il vicepremier è intervenuto a Milano alla presentazione del libro del ministro Giuseppe Valditara, "La rivoluzione del buon senso"
Ironizza sui leader del Campo largo: “Spero che l’opposizione sia a lungo rappresentata da Schlein e da Conte“. Poi passa al tema della giustizia, oggi forse nelle retrovie, fra guerre e crisi internazionali. Ma presto, assicura Matteo Salvini, a Milano alla presentazione del libro del ministro Giuseppe Valditara, "La rivoluzione del buon senso", i giudici torneranno in prima pagina. “A primavera 2026 ci sarà un referendum che può confermare o bocciare una delle riforme più importanti degli ultimi trent’anni e che questa maggioranza sta portando avanti, quella della giustizia”.
Giovedì, al Senato, è atteso il quarto passaggio, l’ultimo dell’iter costituzionale, poi la separazione delle carriere sarà legge. E a questo punto si andrà, in mancanza di una irraggiungibile maggioranza dei due terzi al momento dell’approvazione, al referendum. È facile immaginare quel che succederà. “Sarà - spiega il vicepremier - una battaglia che la sinistra e certe caste combatteranno come la battaglia della vita, perché se togli la giustizia dalle mani della politica e delle correnti, riporti la serietà in quelle aule”. Ma il risultato della consultazione non è scontato. Vince chi prenderà un voto in più e la partita si annuncia a tutto campo.






