“Scienza, tecnologia, esplorazione e ispirazione”, con queste parole l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano ha aperto l'incontro torinese 'Da Apollo ad Artemis II, verso nuove impronte sulla Luna', organizzato da Thales Alenia Space in Altec. Un evento che partendo dalla missione del 1972, fino a quella più recente che ha sorvolato il lato oscuro del nostro satellite, ha parlato ai giovani ingegneri di oggi che già progettano i viaggi spaziali di domani: "Nel settore spaziale abbiamo bisogno di ingegneri, di scienziati, di tecnici, di operatori, di architetti – ha detto Parmitano - Abbiamo bisogno di tutti i tipi di risorse umane, di quelli che vogliono cooperare e collaborare".

Torino va sulla Luna, la “casa” degli astronauti schiva i tagli di Trump

di Stefania Aoi

01 Aprile 2026

La navicella che punta all’orizzonte mostra anche un vessillo italiano, in parte piemontese. L’Italia, come ha ricordato Teodoro Valente (presidente dell’Agenzia spaziale italiana) è stata una dei primi firmatari degli accordi Artemis e partecipa a pieno titolo al programma. Il nostro Paese è uno dei più coinvolti nel ritorno sulla Luna ed entro il 2040 il settore aerospaziale potrebbe valere 142 miliardi di euro. Nel 2028, con Artemis III, potremmo assistere al primo allunaggio del terzo millennio e all’installazione della prima infrastruttura sul suolo selenico. Proprio a Torino nasceranno il modulo abitativo lunare Mph e il lander europeo Argonaut. «L'Italia ha un ruolo molto importante e ha tecnologie vastissime - sottolinea Massimo Comparini, managing director della divisione spazio di Leonardo -. Leonardo e le sue aziende partecipate (come Thales Alenia Space) hanno un ruolo fondamentale nel contributo tecnologico italiano al ritorno sulla luna. Torino e il Piemonte sono uno splendido esempio di distretto di innovazione tecnologica: c’è la conoscenza degli studenti che escono dal Politecnico, il valore delle Pmi del settore e non va dimenticata la visione delle istituzioni».