Icorpi celesti hanno anche un suono. Quando arte e scienza dialogano fra loro, attraverso la tecnica delle sonificazioni, i dati scientifici si possono quindi ascoltare.
A svelare misteri e curiosità di questo aspetto della osservazione del cosmo sarà il 7 maggio alle 21 al Planetario di Roma, Piazza Giovanni Agnelli, 10, la dottoressa Kimberly Arcand, visualization scientist del Chandra X ray Observatory della NASA presso l'Harvard & Smithsonian Center for Astrophysics.
La serata, organizzata in occasione della Giornata Internazionale dei Planetari, si intitola appunto "Feeling the invisible Universe - Sentire l'Universo invisibile", in cui protagoniste saranno le rappresentazioni sonore dei corpi celesti.
L'iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l'obiettivo di avvicinare un pubblico ampio e diversificato ai temi dell'esplorazione dello spazio e della ricerca scientifica contemporanea. Kimberly Arcand, che ha lavorato sulle immagini dei principali telescopi spaziali - da Hubble a Chandra, a James Webb -, illustrerà sulla cupola del planetario forma e sonorità di famosi corpi celesti come la nebulosa del Granchio, la nebulosa Occhio di Gatto, la nebulosa Carina, i resti della supernova di Tycho e Cassiopea A, fino alla stella variabile R Aquarii e al centro della Via Lattea.







