Il 7 maggio 1925 nel Museo della Scienza di Monaco di Baviera decine di persone stavano per assistere ad uno spettacolo che non avrebbero mai dimenticato.

Dopo essere entrati in una stanza circolare dal diametro di nove metri, con al centro uno strumento sovrastato da un tetto a forma di cupola, si spensero le luci e sul soffitto comparvero le stelle.

Quel pubblico fu il primo della storia ad entrare in un posto nuovo: il planetario.

Si consideri che Monaco di Baviera, in quegli anni, era una città di circa 600 mila abitanti che, probabilmente, avevano già perso quella familiarità con il cielo stellato comune alle più antiche società agricole e, infatti, lo stupore di quelle persone fu tale che nei successivi tre anni quel planetario fu visitato da oltre 2 milioni di visitatori.

Fino a quel momento gli strumenti per la rappresentazione del cielo stellato erano posseduti ed utilizzati esclusivamente da chi poteva permettersene uno. Il passo successivo verso uno strumento da mostrare al pubblico avvenne anche in seguito all’esigenza di rotte navali esplorative, e successivamente commerciali, che richiedevano un orientamento in mare molto preciso basato sulla posizione dei corpi celesti.