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Ultimo aggiornamento: 17:05
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“Un adeguato approfondimento tecnico“, basato sui dati, “sul quale costruire un’ipotesi di affinamento della normativa vigente”. Carlo Nordio apre, almeno all’apparenza, a rivedere la stretta del governo sulle intercettazioni dopo l’allarme del procuratore nazionale Antimafia Gianni Melillo. Lo scorso 20 aprile, il capo della super-procura di via Giulia aveva scritto al Guardasigilli, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, segnalando l’effetto “grave e allarmante” della norma, introdotta dalla maggioranza nel 2023, che vieta ai magistrati di usare i nastri come prova in procedimenti diversi da quelli per cui sono stati autorizzati. Una scelta che ha causato un “obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo”, ha scritto Melillo, chiedendo una “riflessione urgente sulle criticità riscontrate”.







