Alle 13.55 in via San Nicola da Tolentino un motociclista della polizia solleva lo sguardo ed è il momento giusto. Nota un particolare che in quegli istanti non può sfuggire: c'è un uomo affacciato alla finestra, al penultimo piano del palazzo che è proprio di fronte all'hotel in cui sta per entrare il Segretario di Stato americano. È questione di secondi, davvero secondi. C'è da capire al volo cosa sta facendo, se è davvero solo un curioso, se può essere pericoloso, se è armato, se vuole godersi dall'alto lo spettacolo di una città blindata o se ha cattive intenzioni. C'è solo un secondo e le urla che si sentono nella via lo dimostrano.
La scorta di Marco Rubio è già in lontananza: l'inviato di Trump in Italia, il superministro che deve ricucire i rapporti tra il presidente più potente del mondo e l'uomo più ascoltato dalla cristianità, è in arrivo. Un secondo dura un secondo, ma stavolta sembra lunghissimo e basta per attirare l'attenzione di quell'uomo, per avvisare i tiratori scelti, per far entrare un altro agente nel palazzo e fare in modo che quell'osservatore incomodo si allontani subito. Perché l'incubo di uno sparatore tra i palazzi corre immediatamente nella mente di tutti.












