«Quando sono andato io... (compatibile con “quando sono andato via") il sangue c'era... "e allora... debitamente inconsapevole, cioè lui cioè lui (Stasi) non se n'è reso conto ma... senza accorgersene ha evitato le macchie ... e allora... del tutto inconsapevole... lui senza accorgersi ha evitato le macchie... ha evitato le macchie». È la riflessione che Andrea Sempio fa durante uno dei suoi soliloqui in auto la mattina del 12 maggio 2025. A catturarla è la microspia installata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nella sua Fiat Panda.
Satanismo, violenza e porno: le agende horror di Sempio
Ad avviso degli investigatori dell’Arma che ne riportano la trascrizione dell’intercettazione nella loro annotazione depositata agli atti dell’inchiesta di Pavia, Sempio parla della mattina del 13 agosto 2007 e degli elementi a carico (o meno) dell’unico condannato per l’omicidio. Secondo il procuratore aggiunto Stefano Civardi e le sostitute Valentina De Stefano e Giuliana Rizza non sarebbe stato Stasi a uccidere Chiara Poggi, ma l’allora diciannovenne amico di Marco Poggi, fratello della vittima. Gli inquirenti credono di aver smontato l’alibi di Sempio, che ha sempre dichiarato di essere stato quella mattina a Vigevano e poi di essere andato a pranzo dalla nonna.










