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Presentato alla Biennale il restauro del murale realizzato dallo street artist britannico in laguna nel 2019

È tornata visibile al pubblico “The Migrant Child”, l’opera realizzata dallo street artista britannico Banksy a Venezia la notte tra l’8 e il 9 maggio 2019 che accende i riflettori sul tema dei diritti dei minori e sulle migrazioni. Tra i protagonisti della presentazione del restauro, avvenuta alla 61. Biennale d'arte, c’era anche Vittorio Sgarbi, che ha recitato un ruolo di primo piano nel salvataggio dell’opera.

Su invito del Mic e in particolare di Sgarbi, all’epoca sottosegretario, tre anni Banca Ifis ha acquistato il palazzetto sul ponte di San Pantalon e successivamente ha fatto restaurare il murale, staccato con la sua porzione di parete. “Che un’opera di Banksy sia a Venezia è un dato che appartiene alla storia”, le parole del critico d’arte – che oggi festeggia 74 anni", nel suo intervento negli spazi dell’Arsenale. “E occorreva che questa storia non si dissolvesse in un ricordo di un momento di sfida dell’artista più misterioso del nostro tempo a forma di prepotenza che il capitalismo stabilisce rispetto all’arte. Quindi un’opera di tutti, per tutti, un’opera in cui il giovane che innalza la sua fiaccola indica una traccia e un percorso di civiltà verso la pace e la volontà di dare agli uomini un destino in cui non ci sia chi prevale e chi ha più vantaggio e più forza, ma ci sia invece chiunque abbia il diritto e la condizione umana che il giovane migrante ci manifesta con la sua corsa sull’acqua”.