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Il piano ordito contro le figlie di Re Willem-Alexander ha sconvolto l’opinione pubblica internazionale, riportando alla mente i casi in cui i reali sono diventati l’obiettivo di folli e delinquenti
È opinione comune che i Palazzi reali siano tra i luoghi più sicuri del mondo e che sovrani e principi non corrano quasi mai nessun grave pericolo. In realtà, sebbene il livello di protezione per i royal sia altissimo e venga organizzato in ogni dettaglio, esiste sempre una minima percentuale di rischio. La recente vicenda che coinvolge le principesse Amalia e Alexia dei Paesi Bassi e che in queste ore sta facendo il giro del globo ne è un esempio. Ci sono, però, anche molti precedenti tristemente famosi, dal tentativo di rapimento della principessa Anna, figlia di Elisabetta II, al piano per uccidere il principino George, figlio di William e Kate.
Un uomo di trentatré anni avrebbe ordito un piano per attentare alla vita delle principesse Amalia (ventidue anni) e Alexia (vent’anni) dei Paesi Bassi, figlie del Re Willem-Alexander e della regina Máxima. A dare la notizia è stata l’Associated Press, che ha citato un mandato di comparizione pubblicato sul sito della Procura dell’Aia. A quanto sembra l’uomo sarebbe stato arrestato nel febbraio 2026. Nella sua casa la polizia avrebbe trovato due asce con incise le parole “Alexia”, “Mossad” e il saluto nazista “Sieg Heil”, oltre a dei biglietti su cui sarebbero stati scritti i nomi “Amalia”, “Alexia” e i termini “bagno di sangue”. Il giovane si sarebbe presentato in tribunale lo scorso 4 maggio. Per il momento, come impone la legge sulla privacy vigente nei Paesi Bassi, non sono state rese note né l’identità dell’accusato, né le modalità dell’arresto.







