Un presunto piano per colpire la principessa Catherina-Amalia, 22 anni, e la sorella minore Alexia, 20 anni, è stato sventato dalle forze dell’ordine olandesi. I dettagli, degni di un thriller, sono emersi pubblicamente lunedì 4 maggio, in concomitanza con la comparsa in tribunale all’Aia del principale sospettato.
L’arresto, le asce e il biglietto: “Bagno di sangue”
L’Associated Press e i principali media olandesi hanno rivelato che l’arresto dell’uomo – identificato come Anne Romke van der H., 33 anni, originario di Uithuizen – risalirebbe in realtà allo scorso mese di gennaio. Il fermo è scattato in modo rocambolesco in seguito a una serie di gravi disordini in un hotel dell’Aia: l’indagato si sarebbe arrampicato su un balcone urlando a gran voce la frase “Li ucciderò tutti”. La successiva perquisizione della stanza d’albergo ha restituito agli investigatori uno scenario agghiacciante, che ha immediatamente alzato il livello di allerta della sicurezza nazionale. La polizia ha infatti rinvenuto due asce, sulle quali erano incise parole e simboli dal significato oscuro e pericoloso: “Alexia“, “Mossad” (l’agenzia di intelligence israeliana) e il saluto nazista “Sieg Heil”. Oltre alle armi bianche, gli agenti hanno sequestrato un biglietto scritto a mano recante i nomi delle due figlie maggiori del re Willem-Alexander e della regina Máxima (“Amalia”, “Alexia”), accompagnati dalle parole inequivocabili: “Bagno di sangue”. Il magazine People ha contattato sia la Procura dell’Aia che la Casa Reale per un commento ufficiale sulla vicenda, ma le istituzioni hanno preferito trincerarsi dietro un rigoroso “no comment”.






