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Da via Cavalcanti a via Merano il centro islamico di Milano si allarga ignorando ogni norma
Sotto un cielo milanese che sembrava già stanco di tutto, ieri mattina siamo andati prima in via Cavalcanti 8 e poi nel capannone di via Merano 18, tra Pasteur e Rovereto, area di viale Monza. Niente folklore, niente esotismi da guida turistica. Solo cemento grigio, odore di umidità, sguardi che ti pesano addosso e la sensazione netta di stare dentro un meccanismo che procede nonostante tutto. In Cavalcanti il cartello è spartano come un ordine di requisizione: "Lavori in corso". Nessuna ditta indicata, nessuna spiegazione. Il Milan Muslim Center si allarga come un organismo che non chiede permesso. L'edificio che il Comune aveva promesso di espropriare dopo le note vicende giudiziarie è ancora lì, vivo, operante. Qualcuno ha affisso quel foglio e ha iniziato a muovere cose. Se siano lavori autorizzati o l'ennesima SCIA fantasma, lo dovrà chiarire la Giunta.






