VENEZIA - Nelle ultime due stagioni è rimasto defilato negli Usa, anche se sempre presente al momento di prendere le decisioni strategiche. Adesso è arrivato il momento di fare il definitivo passo indietro e lasciare dopo 6 anni la poltrona di presidente del Venezia a Francesca Bodie, nuova socia di riferimento del club assieme al padre Tim Leiweke.
«È stato un piacere lavorare con Tim e Francesca durante questa stagione e sono sicuro che Francesca farà un ottimo lavoro - le parole di commiato di Niederauer, che resterà comunque dentro la proprietà con una quota di minoranza -. Il mio mandato come presidente è stato entusiasmante e sono grato ai miei soci del Comitato Operativo che, nelle ultime tre stagioni, non solo hanno guidato l’organizzazione, ma hanno anche lavorato con successo alla solidità finanziaria del club, fornendo la stabilità necessaria per rendere il nostro futuro quanto più promettente possibile».
Del resto era proprio questa la sua unica mission: la costruzione di una società competitiva che si affermi nella massima serie, seguendo un approccio che evidenzi la stabilità finanziaria. In sostanza: risultato sportivo, ma con i conti in ordine. La strada della sostenibilità economica, Niederauer, uomo d’affari made in Usa con casa nel New Jersey (è l’ex Ceo della Borsa di New York) e cuore in Italia (in Toscana è proprietario di un’azienda vitivinicola), da sempre innamorato di e del Venezia, aveva inizio ad imboccarla sei anni fa, assieme ad un manipolo di soci americani nel post Tacopina.







