VENEZIA - La Serie A se la conquistò 28 anni fa sul campo, con la maglia arancioneroverde addosso. Adesso Beppe Iachini si gode lo spettacolo da fuori, aspettando l'occasione giusta per tornare in pista da allenatore (in bacheca custodisce 4 promozioni dalla B, un record) e guardando con occhio benevolo la corsa solitaria in vetta del Venezia, dove ha lasciato un pezzo di cuore.

«Resto tifoso delle squadre dove sono stato apprezzato per quello che ho fatto. E a Venezia sono legato da bellissimi ricordi, per questo sono contento di vedere che sta andando alla grande» dice l'ex "cagnaccio" del centrocampo lagunare. E aggiunge: «Del resto ha giocatori di grande qualità, che arrivano dalla Serie A e che in B fanno la differenza. E poi sappiamo quanto è dura venire a giocare in quel catino che è il Penzo, con la spinta in più che ti danno i tifosi».

Il Venezia guida la volata finale per la Serie A. Sorpreso o se l'aspettava?

«No, non mi ha sorpreso. Sicuramente era tra le favorite, anche perché quando una squadra scende in B e vedi che prende un allenatore come Stroppa, che si avvia a ottenere 4 promozioni, come ho fatto io, e quindi sa come si vince, beh, questo è un grande segnale da parte della società, rispetto alle sue ambizioni. I presupposti per una grande stagione c'erano tutti».