Il risiko internazionale di Andrea Orcel devia verso est sul delicato asse tra Milano e Mosca, ma la strada per l'uscita parziale della banca di Piazza Gae Aulenti dalla Russia appare più in salita che mai. UniCredit ha annunciato, ieri, la firma di un accordo non vincolante per la cessione di una quota significativa delle attività della propria controllata russa, Ao Bank, a un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti. L'operazione, strutturata attraverso un complesso spin-off, mira a separare il business in due entità: una "New Bank" che resterà sotto il controllo del gruppo italiano per gestire i pagamenti internazionali e una "Remaining Bank" destinata alla vendita. Se da un lato il mercato ha accolto con favore il beneficio stimato sul capitale di circa 35 punti base, dall'altro le reazioni politiche raggelano gli entusiasmi tecnici.

A stretto giro, il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha infatti frenato ogni automatismo sul via libera all'operazione. Peskov ha ricordato che per dismissioni di questo tipo vige un "regime speciale" e che nessuna decisione è stata ancora presa, sottolineando come il principio di reciprocità e l'attuale scenario economico rendano il processo decisionale estremamente complesso. Questa nuova frizione diplomatica si inserisce in un momento cruciale per la strategia di espansione e derisking di Orcel. Il banchiere si trova a gestire una complessa partita a scacchi su due fronti: se in Germania l'avanzata su Commerzbank incontra resistenze feroci, sul fronte orientale il Cremlino sembra intenzionato a usare la presenza degli asset occidentali come pedina di scambio geopolitica.