“Siamo in un momento in cui maschi e femmine sono uniti e stanno insieme. I soldi sono solo una conseguenza. Senza di noi il torneo non c’è, questo è importante da dire. Stiamo stati zitti per tanto tempo, ora siamo arrivati ad un punto in cui è giusto parlare". Così Jannik Sinner, in conferenza stampa, sul contenzioso che va avanti da un anno. I giocatori, sia uomini che donne, rivendicano una percentuale più alta dei premi rispetto ai ricavi generati dai Major, oltre a tutele maggiori sia dal punto di vista sanitario che pensionistico. "Dietro le quinte stanno facendo un buon lavoro, sanno tutti che i tornei più importanti sono i grandi Slam. Non chiediamo il 50%, non ci piacerebbe neanche ma forse stiamo prendendo un po’ troppo poco”, ha aggiunto il numero 1 del mondo.

“Prima di tutto penso che i tornei del Grande Slam siano i migliori e i più importanti del nostro calendario. Credo che, anche risalendo ai tempi passati, alle generazioni precedenti, possiamo parlare solo del circuito maschile, dato che lo conosco bene. Si tratta di oltre 15 anni fa. Ora tocca alla nostra generazione e lo sarà anche per le generazioni future. Si tratta soprattutto di rispetto perché penso che diamo molto di più di quello che riceviamo. Non vale solo per i migliori giocatori, ma per tutti noi. Penso che i primi 10 uomini e le prime 10 donne abbiano scritto una lettera. Non è bello che dopo un anno non siamo nemmeno vicini a raggiungere ciò che vorremmo”, ha aggiunto Sinner sulla questione del prize money. Parlando di altri sport, se gli atleti di punta inviano lettere importanti, credo davvero che entro 48 ore non solo si riceva una risposta, ma si venga anche convocati per un incontro, quindi... Certo, parliamo di soldi. Ma la cosa più importante è il rispetto, e noi non lo percepiamo. Credo che noi giocatori siamo un po' delusi anche dall'esito del Roland Garros, ad esempio. Vediamo cosa succederà”, ha proseguito il numero uno al mondo.