Gli Us Open si presentano con un montepremi da capogiro: un aumento del 39% rispetto all'anno precedente e 5 milioni di dollari ai vincitori dei singolari. Ma proprio sul montepremio per i vincitori si riaccende la polemica con forti critiche sulla distribuzione dei ricavi nel mondo del tennis. Il malcontento serpeggia soprattutto tra i giocatori fuori dalla top 20, che denunciano una crescita sproporzionata dei premi per i vincitori rispetto a quelli eliminati nei primi turni. Alexandre Müller, n.38 Atp, ha definito "sorprendente" il divario: "Quasi il 40% in più per il vincitore e solo il 10% in più per il primo turno. È enorme". Müller ha riconosciuto che "Alcaraz e Sinner fanno vendere i biglietti" ma ha ribadito "che il tennis non può vivere solo di star".
In passato Novak Djokovic, tra i fondatori del sindacato Ptpa, è stato il primo a porre la questione sottolineando che "sono pochi i giocatori che riescono a vivere del tennis". La sua denuncia era rivolta non solo agli Slam ma anche alle organizzazioni Atp e Wta, accusate dal sindacato di "sfruttamento finanziario" dei professionisti. Ugo Humbert, n.20 della classifica mondiale, ha raccontato le difficoltà dei tennisti fuori dai riflettori: "C'è chi non ha soldi per pagare l'allenatore o per viaggiare ai tornei. E sono tra i primi 300 al mondo", ha detto.







