Il 7 maggio 2013 la nave Jolly Nero provocò il crollo della struttura

La tragedia della Torre Piloti di Genova

Genova – Sono passati tredici anni dal crollo della Torre Piloti di Genova. La ricorrenza giovedì sera alle 23.05, l’ora esatta in cui la motonave Jolly Nero, mentre effettuava la manovra di uscita dal porto con destinazione Napoli, scontrò la struttura facendola finire in mare. Era il 7 maggio del 2013.

Nei giorni successivi furono recuperati i corpi senza vita delle nove vittime: Sergio Basso, operatore radio dei rimorchiatori, 50 anni, di Vernazza; Maurizio Potenza, operatore radio dei piloti, 50 anni, di Genova; Michele Robazza, pilota, 44 anni, di Pistoia; Francesco Cetrola, maresciallo, 38 anni, di Santa Marina; Marco de Candussio, capo di prima classe, 39 anni di Fornaci di Barga; Davide Morella, sottocapo di prima classe, 33 anni di Biella; Giuseppe Tusa, sottocapo di seconda classe, 30 anni, di Milazzo; Daniele Fratantonio, sottocapo di terza classe, 30 anni, di Rapallo e Giovanni Iacoviello, sergente, 35 anni, di Carrara.

Sono passati tredici anni e nel frattempo la giustizia ha fatto il suo corso, grazie anche alla perizia - effettuata un paio di mesi dopo - che certificò come la nave, che aveva alcuni strumenti non funzionanti, stesse procedendo a velocità eccessiva. Nel processo di primo grado che vedeva alla sbarra l’equipaggio dell’imbarcazione, il tribunale di Genova condannò a 10 anni e 4 mesi per omicidio colposo plurimo il comandante Roberto Paoloni, a otto anni e sette mesi il primo ufficiale Lorenzo Repetto e a sette il direttore di macchina Franco Giammoro. Nel processo d’appello la pena a Paoloni venne ridotta a sette anni, a 5 anni e 4 mesi per Repetto e a 4 anni per Giammoro. Tutto fu confermato in Cassazione.