Eccolo, il 4 maggio. Ritorna con la sua carica di emozioni e ricordi ogni anno, ma non invecchia mai. È sempre lì, da quel mercoledì di pioggia del 1949 che ha inghiottito il Grande Torino, di rientro da Lisbona dove aveva giocato un’amichevole con il Benfica per onorare l’addio al calcio del loro capitano (Francisco Ferreira grande amico di Valentino Mazzola, anche se poi continuò ancora per diversi anni) e distrutto il sogno di milioni di italiani. La data più tragica che ha stravolto la storia del Torino, interrompendo uno dei film più belli di sempre, è diventata con il tempo anche la più attesa da parte del popolo granata. Che la aspetta per ritrovarsi insieme, confrontarsi, sempre più spesso consolarsi. E non tradisce mai, con quel carico di rispetto e lacrime per ragazzi strappati alla vita e ai loro cari nel fiore degli anni, ma che quando entravano in campo si trasformavano in giganti. Invincibili.

La leggenda

Una squadra diventata leggenda, ma che è esistita per davvero, con tutta la sua forza assoluta che ha prodotto record su record, alcuni dei quali ancora imbattuti, come i 125 gol realizzati in un solo campionato (1947/1948), le 88 partite consecutive senza sconfitte al Filadelfia e quella casalinga con la vittoria più larga, un 10-0 all’Alessandria il 2 maggio 1948.