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Ultimo aggiornamento: 8:16
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“Non volevo salire, mi hanno spinto su quel palco”. Peter Magyar si schernisce. Modesto. Lui che ha solo abbattuto una sorta di monumento nazionale come Viktor Orban alle ultime elezioni ungheresi. La battuta gli sfugge durante Spring Wind, il documentario diretto da Tamas Yvan Topolansky e Claudia Sumeghy, in prima internazionale al Riviera International Film Festival 2026. Magyar rievoca gli istanti precedenti al primo discorso pubblico tenuto a Budapest il 15 marzo 2024, quello avvenuto pochi giorni dopo la sua clamorosa rottura dal partito Fidesz dell’ex premier Orban. “Credo nel potere della maggioranza silenziosa, dell’onestà, dell’integrità e dell’amore”, declama Magyar prima di parlare alla folla che già l’aveva incoronato.














