A Sestri Levante, davanti alla platea del Riviera International Film Festival, il neopremier ungherese Peter Magyar sceglie di partire da lontano. Dall’Italia, anzi. E da due nomi che qui non hanno bisogno di spiegazioni: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Durante la campagna elettorale ungherese, racconta, li ha evocati spesso. Non per retorica, ma per tradurre agli ungheresi il peso concreto di una battaglia: cosa significa sfidare un sistema radicato, pagandone il prezzo più alto. Falcone e Borsellino, dice, hanno perso la vita. Eppure gli effetti di quella lotta continuano a farsi sentire, oggi, ben oltre i confini italiani. Magyar è a Sestri Levante per presentare Spring Wind – The Awakening, il documentario che racconta la sua ascesa politica. Ma il film, lascia intendere, è solo un inizio. Anche in Ungheria, spiega, si è combattuta una battaglia contro “un altro tipo di mafia”, un sistema diverso ma non meno resistente. “Le danze sono appena iniziate”, dice, senza alzare troppo i toni. Non promette scorciatoie. Ammette che non sarà facile. Poi però si concede una certezza, misurata ma netta: questa è solo la prima parte della storia. E, aggiunge, “ce la faremo”.
Peter Magyar in Italia: ricordo Falcone e Borsellino
Il neopremier ungherese a Sestri Levante per il Riviera film festival: “Difficile battere i sistemi mafiosi”











