Roma, 7 mag. (askanews) – Il Consorzio del Culatello di Zibello ha celebrato trent’anni di Denominazione di Origine Protetta, ottenuta nel 1996, all’interno del convegno “30 anni di Culatello di Zibello Dop: bilanci, mercati e prospettive di internalizzazione” andato in scena oggi al Teatro Regio di Parma.
Un percorso di trent’anni che ha visto crescere in modo il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop. Se nel 1996 infatti erano stati registrati 5.500 pezzi, nel 2025 la quota è salita a 82.570, con un record di 102.591 ottenuto nel 2022 post ripresa Covid. Ma anche guardando agli ultimi 10 anni, il Consorzio, che associa tutti e 20 i produttori della Dop per un totale di circa 250 addetti tra diretti e indotto, ha ottenuto risultati di rilievo. Il numero di culatelli sigillati è passato dai 62.945 del 2015 ai già citati 82.570 dell’anno scorso (+31%) con un fatturato al consumo quasi raddoppiato e passato da 14,5 milioni di euro agli attuali 24 (+65%).
E ad ottenere i risultati maggiori è stato indubbiamente il comparto del preaffettato. Nel 2015 la produzione destinata era ferma al 4,6% del totale, mentre nel 2025 la percentuale ha raggiunto il 41,5% con 34.392 culatelli avviati alla lavorazione; una crescita che ha portato il numero di vaschette prodotte dalle 71mila di 10 anni fa alle 1,07 milioni registrate lo scorso anno e che si è tramutata anche nel valore sul fatturato del comparto, passato dai 604mila euro a 14,5 milioni.






