"Il testo unico sulla legislazione farmaceutica, che ha come obiettivo quello compendiare 800 fra leggi e norme, tra cui testi di riferimento del 1934 e del 1938, ha come deadline il dicembre del 2026": Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, al convegno 'Farmaceutica e sfide globali: l'Italia al bivio tra accesso, sostenibilità e competitività', organizzato dalla Società italiana di farmacologia a Roma.

"Attualmente - ha proseguito - sono finite le audizioni al Senato, ci sono poi la discussione generale, la fase emendativa e il passaggio alla Camera dei Deputati. Licenziato da parte della Camera il provvedimento, la palla passerà di nuovo in mano nostra per la scrittura dei decreti delegati che compenderanno le indicazioni degli stakeholder e soprattutto gli emendamenti che Camera e Senato produrranno".

Per Gemmato la riorganizzazione della legislazione permetterà di affrontare una serie di tematiche, "in primis un migliore accesso del cittadino al farmaco" che favorirà "l'aderenza terapeutica, permettendo al cittadino di curarsi meglio e facendo, allo stesso tempo, risparmiare le casse dello Stato". L'altro obiettivo, ha sottolineato il sottosegretario è "riappropriarci di tutta quella che era la grande tradizione della chimica farmaceutica italiana nella produzione di principi attivi, che ci porta oggi ad essere, come Italia e come Europa, dipendenti dalla Cina e dall'India, con l'80% dei principi attivi importati da quei Paesi. "Abbiamo immolato la grande tradizione della chimica farmaceutica di base italiana sull'altare del risparmio di pochi centesimi a pillola e oggi - ha concluso - è il momento di controvertire questa narrazione".