Redditività a livelli record, ricavi in crescita dell’8%, a 3,5 miliardi di euro – grazie al traino di tutte le divisioni di business – e revisione al rialzo della guidance. E poi quell’Opas su Tim da 10,8 miliardi lanciata il 22 marzo, la cui chiusura è attesa entro il terzo trimestre dell’anno e il cui «profilo finanziario è estremamente solido, con un effetto accrescitivo sull’utile per azione a partire dal 2027, che diventa a doppia cifra dal 2028». Sono questi i punti cardine dei conti nei primi tre mesi del 2026 di Poste Italiane.
Qualche altro numero: il risultato operativo adjusted si attesta a 905 milioni di euro, in crescita del 14% anno su anno. Mentre l’utile netto è di 617 milioni, più 3 punti percentuali. I costi salgono del 4,9%, a 2,8 miliardi, per via «di una maggiore retribuzione variabile e per gli aumenti salariali previsti dal contratto di lavoro», si legge in una nota.
La raccolta netta dei prodotti di investimento è pari a 1,7 miliardi (frutto della performance del comparto assicurativo Investimenti Vita e Previdenza, accompagnata da trend commerciali che migliorano nel Risparmio Postale e depositi retail stabili) e il progresso dei pagamenti digitali è superiore a quello del mercato. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante vola, in altre parole.











